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SRI KRISHNA

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SRI RAMA

Jaya sri-krishna-chaitanya
prabhu nityananda
sri-adwaita gadadhara
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HARE KRISHNA HARE RAMA

radhakrishna altaqy

Sri Krishna è l’ottava incarnazione di harekrishnamanraVishnu, raffigurato mentre suona il flauto Murali in compagnia delle Gopi (pastorelle) e di Radha, la più devota di esse. KRISHNA in sanscrito significa ” scuro”, ossia colui dalla pelle scura, dal colore simile alle nuvole cariche di pioggia.La tradizione vuole che l’interpretazione primaria di questo nome si riferisca “all’infinitamente affascinante” o “esistenza di conoscenza e beatitudine (l’estasi Suprema) “. Principe Yadava, Krishna era figlio di Devaki e Vasudeva.Appena nato però, venne affidato al pastore Nanda e a sua moglie Yashoda, per farlo scampare ad una strage di bambini ordinata dal sovrano Kamsa. Krishna trascorse quindi l’infanzia a Vrindavana,nei boschi, tra i pastori. Cresciuto, partecipò come condottiero (Guru) alla guerra contro la stirpe dei Kaurava, e il suo dialogo con il guerriero Arjuna, è immortalato da secoli nella BHAVAGAD GITA, il testo sacro degli Indù.Durante la sanguinosa battaglia di Kurukshetra, Krishna parteggio’ per i principi Pandava contro i loro cugini Kaurava.

Krishna, era però imparentato con entrambi i rami della famiglia, e chiese quindi ad Arjuna (il terzo dei Pandava) di condurre il loro cocchio durante le fasi dello scontro.

Prima della battaglia, Arjuna cedette alla paura e all’angoscia e si rifiuto di combattere.11205554_102606743408599_595301681550051291_n

Krishna infuse forza e coraggio all’eroe, ricordandogli il proprio Dharma di guerriero e parlandogli con ragionamenti filosofici e spirituali volti a raggiungere l’ autorealizzazione interiore.

Grazie alla vicinanza di Krishna, i Pandava ottennero la vittoria a Kurukshetra nonostante l’inferiorità numerica del loro esercito.

Dopo una feroce guerra interna della sua stirpe, Krishna si ritirò nella foresta dove fu raggiunto da una freccia al calcagno, unico suo punto vulnerabile. Lasciò il corpo e riacquistò la sua forma divina.

La morte fisica di Krishna, 3102 AC, segna la fine del Dvapara Yuga, la terza era del mondo, e l’inizio del Kali Yuga, l’era attuale.

In realtà la BHAVAGAD GITA è un trattato di psicologia applicato all’esercizio dell’autocontrollo, dove il campo di battaglia di Kurukshetra, non è altro che il corpo umano. E’ li che si gioca la battaglia più aspra.

I due eserciti schierati rappresentano le buone e le cattive abitudini e relativi sentimenti e pensieri che si contendono il dominio della mente; Krishna, è il guru o il buon maestro interiore, mentre Arjuna, rappresenta l’IO non libero dall’ego (personalizzato) che abita il corpo.

Presso la religione induista, Rama (ca. 7000 a.C.) è il settimo avatar di Viṣṇu, manifestatosi nel regale principe per risollevare le sorti della morale degli uomini, ormai soggiogati da Ravana. Il suo nome completo è Ramachandra, e spesso viene preceduto dal titolo di rispetto induista, Shri. Egli rappresenta la personificazione dell’Assoluto Brahman e l’incarnazione del Dharma, l’Uomo Perfetto (Maryada Purushottama). È l’avatar del Treta Yuga, l’età dell’argento, caratterizzata dalla comparsa del vizio e della malvagità.krishnamoon

La vita e le imprese eroiche di Rama sono narrate nel Ramayana, un antico poema epico in sanscrito, che letteralmente significa “Il viaggio di Rama”. Un’importante opera devozionale è il Ramcharitmanas di Tulsidas, che si basa sui princìpi dei movimenti Bhakti, ossia la devozione e l’amore per Dio.

La scrittura e la pronuncia del nome di Rama seguono quelle originali del sanscrito; continuano ad essere seguite in molte lingue moderne dell’India, anche se a volte (specie in Hindi) viene pronunciato Ram. Nel Ramayana si racconta di quando Sita (moglie di ram) viene rapita dal diavolo, Ravane da qui inizia la ricerca della dea.

Celebriamo con il MAHAMANTRA ed il PHANCIA TATTWA  il nome dei due grandi Avatar della cultura induista, che realizzeranno in noi la perfetta connessione con i loro lokas trascendenti, ossia i scintillanti mondi di luce dove vibra la loro essenza.