E-Mail: info@altaquotayoga.it

Aforismi e citazioni dei grandi alpinisti

“Camminare per me significa entrare nella natura.IMG_1287
Ed è per questo che cammino lentamente, non corro quasi mai.
La Natura per me non è un campo da ginnastica.
Io vado per vedere, per sentire, con tutti i miei sensi.
Così il mio spirito entra negli alberi, nel prato, nei fiori.
Le alte montagne sono per me un sentimento”

REINHOLD MESSNER


Le montagne sono le grandi cattedrali della terra, con i loro portali di roccia, i mosaici di nubi, i cori dei torrenti, gli altari di neve, le volte di porpora scintillanti di stelle.

John Ruskin (1819-1900), scrittore e critico inglese


GRAZIE MONTAGNA

per avermi dato lezioni di vita,boccbrenta1 altaquotayoga
perché faticando ho appreso a gustare il riposo,
perché sudando ho imparato ad apprezzare
un sorso di acqua fresca,
perché, stanco, mi sono fermato
e ho potuto ammirare la bellezza di un fiore,
la libertá del volo degli uccelli,
respirare il profumo de la semplicitá,
perché solo immerso nel tuo silenzio,
mi sono visto allo specchio e spaventato ho ammesso
la mia necessitá di veritá e amore,
perché soffrendo ho gustato la gioia della vetta
percependo che le cose vere,
quelle che portano alla felicitá,
si ottengono solo con sforzo,
e chi non sa soffrire,
non potrá mai capire.lago altaquotayoga

       Battistino Bonali

 

“Il 19agosto 1955 ho attaccato il Dru,
e durante i successivi cinque giorni,
la durata della mia avventura solitaria,
è come se fossi vissuto su un altro pianeta,
come se fossi penetrato in un’altra dimensione sconosciuta,
come se fossi entrato in uno stato mistico e visionario
in cui l’impossibile non esiste
e tutto può riuscire.”

Walter Bonatti.


“Quassù non vivo in me,
ma divento una parte di ciò che mi attornia. Le alte montagne sono per me un sentimento”

LORD BYRON


A salvare la Alpi non saranno gli ecologisti, ma chi rifiuta il consumismo, chi si accontenta di mangiare pane e formaggio e di camminare con le proprie gambe.

Reinhold Messner


Sulla montagna sentiamo la gioia di vivere, la commozione di sentirsi buoni e il sollievo di dimenticare le miserie terrene. Tutto questo perché siamo più vicini al cielo.

E.Comici


                                                                                             


  IL MAESTRO E LA MONTAGNA

da edizioni Prosveta
dal libro: “Le rivelazioni del fuoco e dell’acqua”
capitolo: LA MONTAGNA MADRE DELL’ACQUA

Possiamo paragonare le montagne a grandi antenne attraverso le quali la terra comunica col Cielo. L’acqua è proprio perchè discende dalle montagne che è preziosa: è impregnata dei fluidi del cielo. Chi vuole comprendere tutta la ricchezza e la potenza dell’ acqua deve riconoscere i luoghi d’ origine: le montagne. Sui libri di geografia è descritta la loro importanza sul clima, la vegetazione ecc.Io vi dirò solo che le montagne rappresentano la nostra vita spirituale. Durante i vent’ anni chemoaivanhov

 ho trascorso con il Maestro Peter Deunov, in Bulgaria, la montagna ha occupato  nella mia vita una parte di grandissima importanza.

Ogni estate, il Maestro riuniva tutta la fratellanza sulle montagne di Rila per un soggiorno di parecchie settimane, a volte anche due mesi, secondo le condizioni meteorologiche. Per il resto dell’anno, il Maestro abitava a Sofia, come numerosi fratelli e sorelle, e là avevano ancora la possibilità di andare, ogni fine settimana, sul monte Vitocha, distante solo qualche chilometro. A volte ci fermavamo per alcuni giorni. Grazie al Maestro, tornavamo da quei soggiorni in montagna carichi di doni celesti, perchè ci insegnava quale atteggiamento tenere nei confronti della natura: i ruscelli, le rocce, le cascate, i laghi, le cime. Dal momento della partenza sino al ritorno, tutto era per il Maestro un’ occasione per istruirci.

Ci si ritrovava tutti a Izgrev. Prim

a di iniziare la marcia il Maestro, sempre vigile e attento si legava al mondo invisibile e quando alzava il piede per il primo passo sembrava dare il via ad un’ avventura straordinaria. Ci spiegava quale è l’ importanza dello stato interiore in cui ci si trova quando si fa il primo passo, dell’ intenzione col quale lo si fa. Poichè tutto dipende dal modo e dal momento in cui si prende il via. Il Maestro si avviava lentamente, guardando con precauzione a destra poi a sinistra poi, a mano a mano che andava avanti, accelerava l’ andatura tanto che dovevamo quasi correre dietro a lui.

lago altaquotayogaEppure non faceva passi più grandi dei nostri, ma lo seguivamo a fatica. Il Maestro non era mai affannato. con quale grazia, con quale scioltezza e quale dignità si muoveva! Il suo capo, il viso, lo sguardo, i gesti, in lui tutto era straordinario, ma soprattutto l’ andatura. Mentre marciava ci spiegava come poggiare i piedi, come respirare come regolare i movimenti per risparmiare le energie. Nel camminare occorre adottare un certo ritmo che fa si che procedendo le forze aumentino, così che anche se si era stanchi alla partenza ci si senta bene all’arrivo.  Il Maestro attirava la nostra attenzione sui minimi particolari; per lui tutto era importante. Portandoci sulle montagne, il suo scopo era certo quello di insegnarci come ci si può legare alle entità celesti per mezzo del canto, della meditazione, della preghiera; ma pensava che l’ avremmo fatto molto meglio se avessimo saputo come preparare il nostro zaino ed equipaggiamento, se avessimo saputo come camminare, respirare, sostare per il pasto, bere, riposarci e anche lavarci i piedi dopo una lunga ascensione.

Siete stupiti? Pensate non sia degno di un Maestro insegnare questo genere di cose ai discepoli? Soprattutto ccome lavarsi i piedi? Ebbene vi sbagliate. Non soltanto è importante lavarsi i piedi, ma bisogna anche sapere come farlo. prima di tutto perchè è attraverso i piedi che noi siamo continuamente in contatto col suolo, da esso i piedi captano influenze e correnti, e dobbiamo prepararli ad essere buoni ricettori. E ancora, i piedi sono in rapporto con tutto l’organismo, in particolare con il sistema nervoso: il plesso solare e il cervello.lago blu rutor altaquotayoga

Testa e piedi sono i due poli del nostro corpo: per mezzo della testa tocchiamo il cielo e con i piedi tocchiamo la terra.


Lo sforzo che richiede l’ ascensione di una vetta e il rilassamento che segue una volta che si è arrivati allo scopo, libera l’ organismo da moltissime tossine  e ci si sente rigenerati. Alcuni dicono di andare in montagna, si, ma vi si recano in automobile. Giunti ad una certa altitudine, scendono per fare qualche passo, ammirare il paesaggio e respirare un pò. Ma in realtà è l’auto che ha fatto l’ascensione, non loro, ed è forse l’ auto a trarne maggior profitto!
Qui non abbiamo la stessa possibilità di fare escursioni in montagna, come in Bulgaria, ed è un vero peccato. Assistiamo al sorgere del sole, facciamo gli esercizi di ginnastica e di respirazioni, ed è già qualcosa, ma tutto questo non può sostituire la passeggiata in montagna.

Andare in montagna non può essere veramente benefico se non si fa alcun sforzo di camminare, di arrampicarsi. Ma lo sforzo fisico da solo non basta. La montagna rappresenta tutto un mondo da esplorare, da comprendere, non solo perche’ tanti dei suoi aspetti sono ancora sconosciuti alla maggioranza della gente, ma perchè questi hanno delle corrispondenze con gli aspetti della nostra vita interiore.

Sono le montagne a formare il legame tra terra e cielo. Una grande saggezza ha presieduto alla loro formazione e ha deciso la loro ubicazione , che non è mai dovuta al caso. A ciascuna è attribuita una determinata funzione, per questo le montagne differiscono tutte per forma, volume altezza. Le loro vette si ergono come antenne destinate ad irradiare o a captare onde di frequenze diverse, creando così ciascuna le condizioni favorevoli a una particolare attività. Le cime dell’ Himalaya, delle Alpi o dei Pirenei non esercitano le stesse influenze, occorre sapere con quali lavorare per ottenere i risultati che si desiderano.

Le montagne sono abitate da entità molto luminose, potentissime, attirate dalle condizioni eccezionali di purezza che regnano sulle cime. E’ per entrare in contatto con queste entità che si deve andare sulle montagne. Per fare questo occorre possedere una scienza che si rivela solo a coloro che si sono impegnati con tutto il cuore, con tutta l’anima sul cammino della luce. Pochissime persone sanno approfittare delle condizioni favorevoli alla loro evoluzione spirituale che offre loro la montagna.

Vi si recano per divertimento, per fare baccano, senza alcun rispetto per le entità che abitano in quelle regioni. La montagna, che è intelligente, si chiude a loro. C’ è persino il rischio, che arrivi il momento in cui queste entità abbandoneranno le montagne, tanto saranno infastidite da questi animali che sporcano tutto: gli esseri umani!

Avevo circa vent’ anni quando feci un’ esperienza che mi ha profondamente segnato. E’ stato a Rila, avevo accompagnato una sorella anziana in un luogo molto più elevato rispetto al nostro accampamento. Vi regnava un silenzio sacro, si sarebbe detto che nessun piede avesse mai battuto quel suolo. Abbiamo meditato, pregato e parlato dell’ insegnamento del Maestro. Poi mi sono allontanato per meditare da solo. E cosa  accadde? Il luogo nel quale mi ero seduto era molto bello, ma non più degli altri attorno.shiva altaquota bo

All’inizio credetti ad un’ allucinazione……Tutto si era animato: le pietre, l’erba, gli alberi erano diventati vivi, luminosi come incantati. Fui inebriato da quella meraviglia, non potevo più staccarmi da quello spettacolo. Il fenomeno durò a lungo, fu così che compresi l’ ignoranza in cui ci troviamo su ciò che è veramente la natura. Dietro le apparenze essa nasconde delle verità che gli esseri umani neanche sospettano.

A causa del loro atteggiamento rozzo, stupido, rumoroso, tutta la vita sottile della natura rimane a loro estranea, sconosciuta. Il discepolo deve salire la montagna per comunicare col Cielo. Deve farlo non solo fisicamente, ma spiritualmente, e meditare a lungo per capire  ciò che la montagna rappresenta in lui, nella vita interiore. Arrampicarsi sino a tre o quattromila metri, bere l’ acqua dei torrenti, fare il bagno nei laghi, è magnifico, ma non è sufficiente, occorre che queste azioni abbiano uno sviluppo nella vita interiore.

Persino il linguaggio corrente usa l’ immagine della montagna per tradurre il raggiungimento dei risultati positivi sul piano materiale. Quando si dice di qualcuno che “sta risalendo la china”, si vuole affermare che costui sta uscendo dalle proprie difficoltà: i suoi affari si mettono bene, la salute migliora riprende coraggio. Di colui che ha avuto successo si dice che è “giunto alla vetta”, e quando un personaggio diventa molto importante, si dice che è “una cima”. A maggior ragione l’ immagine della vetta ha il suo posto nella vita spirituale.   

Valli, sorgenti, precipizi, cascate, laghi, neve, ogni cosa è carica di significati simbolici che corrispondono a precise realtà della vita interiore.

Chi medita sulla verità filosofica, mistica, fa interiormente l’ ascensione di un’ alta montagna, perchè questa verità lo mette in comunicazione con il Cielo, e l’ acqua che comincia a scorrere su di lui, lo lava e lo vivifica. tendere verso la vetta vuole dire possedere un alto ideale, nutrire in sè i più nobili sentimenti. Cadere nel precipizio significa lasciarsi andare agli istinti più vili, più miserabili, dai quali si è a poco a poco inghiottiti. Ma sommità e precipizi sono in stretta relazione: i precipizi sono tanto più profondi quanto più alte sono le sommità. Ecco un’ altra verità su cui meditare.10418390_654604541318650_7216017827727567495_n (1)

In certe condizioni l’ universo è rappresentato sulla cui cima inaccessibile ha dimora la divinità. I greci immaginavano che gli dei abitassero il monte Olimpo, Mosè parlò con Dio sul monte Sinai…..Gli iniziati si sono sempre serviti del simbolo del monte, persino nelle regioni dove non vi sono delle vere e proprie montagne. La conquista della vetta è il cammino più importante, più significativo che l’ essere umano possa intraprendere. Questo significa che egli è consapevole che le potenze, le virtù accumulate in lui dal Creatore, possono condurlo aldilà di tutte le realizzazioni terrestri. nella cabala, l’ Albero sefirotico si può identificare con la montagna la cui sommità è la sefira Kether: l’ onnipotenza, l’ onniscenza, l’ amore divino. Per giungere a questa sommità sono necessarie grandi qualità: la tenacia, la volontà, la stabilità, l’intelligenza, l’ audacia e soprattutto il desiderio irresistibile della luce e della luce della purezza che sono rappresentate dalle altre sefirot. Prima di dare un’ iniziazione ad un discepolo, il Maestro deve aspettare che questi sia giunto molto in alto: solo allora può togliergli le bende che ha sugli occhi. Ora che ha raggiunto il punto da cui potrà cogliere l’ architettura dell’ universo, l’ ordine del mondo, egli è pronto per ricevere l’ Iniziazione. Perchè è questa l’ iniziazione, la rivelazione che l’essere umano riceve sulla sommità di un’ alta montagna. E’ quindi molto importante capire il ruolo che può avere la montagna nella vostra evoluzione, e qual è il suo posto nei nostri esercizi spirituali. Quando vi troverete davanti ad una vetta, anche se si trova a una grande distanza, concentratevi tendendo la vostra mano verso di essa, salutate le entità che la abitano, domandate loro d’ aiutarvi, e inviate loro, a vostra volta il vostro contributo al loro lavoro. 

10246316_10152068585376918_5985824516605943618_n

E’ così che imparerete a creare legami con le vette delle più alte montagne e che riceverete da esse forza ed ispirazione. Ricordate pure che le montagne sono dei condensatori di energia a cui potete attingere per mandare aiuto alla vostra famiglia, ai vostri amici, a tutto il mondo. Abituatevi a considerare la montagna come qualcosa di sacro. le vette rappresentano il corpo causale dei paesi nelle quali si trovano o che sono loro vicini. Il Monte Bianco per esempio è il corpo causale della Francia, dell’ Italia e della Svizzera; l’ Everest, quello dell’ India e del Tibet, ecc., e il Mussala, quello dei paesi balcanici. Le condizioni fisiche e spirituali che regnano sulle vette le rendono a certi lavori. E’ lì che si deve salire per formulare i propri progetti e desideri più cari. Il discepolo sa che scalando consapevolmente le vette, si avvicina al proprio corpo causale, il che facilita il lavoro del pensiero che diventa più efficace. Forse sapevo già tutto intuitivamente, perchè si dalle prime volte che sono salito in cima al Mussala, avevo diciassette o diciotto anni, pensavo alla Francia, immaginavo che un giorno sarei andato in Francia a portare l’ insegnamento del Maestro. Ed ecco, anni dopo questo si è realizzato, il destino mi ha portato in Francia. Ma è dalle cime del Rila che ho toccato le vostre anime, già molto tempo prima di venire qui. Se non avete la possibilità di recarvi in montagna, esercitatevi a visitarla e a fare delle ascensioni con il pensiero. Immaginatevi di passare davanti a cascate, di costeggiare torrenti, d’ attraversare pascoli… gioite alla vista di stelle alpine o dei rododendri aggrappati alle pareti rocciose, contemplate i laghi cristallini, la neve che risplende al sole…. infine arrivati in cima: salutate le entità potenti che l’ abitano con la consapevolezza che state pene trando nella loro dimora e che dovete mostrare loro il vostro rispetto. Poi, nell’ aria leggera e nel blu del cielo respirate profondamente e lanciatevi nello spazio….

Concentratevi ora su una vetta ora su un’ altra, è così che creerete le condizioni per entrare in contatto con i più grandi spiriti che sono discesi sulla terra. Perchè esiste un legame tra le cime delle montagne e tutti gli esseri più elevati venuti, nel corso dei secoli, a portare la luce agli esseri umani. E’ attraverso le vette che noi entriamo in comunicazione con loro. E ancora prima di addormentarvi, volgete il pensiero alla montagna, alle sue foreste, ai laghi, alle cime, ma anche alle caverne profonde, e ai loro abitanti al fine di mantenere sempre rapporti di amicizia. Le montagne non sono solo dei mucchi di terra e roccia, esse sono i ricettacoli di tesori immensi: oro , argento, cristalli, pietre preziose sui quali lavorano potenti entità. Non vi dico questo perchè voi lo prendiate alla lettera e vi mettiate a scavare nelle montagne per trovare tesori. Penso che comprendiate che è all’ aspetto simbolico della montagna che dovete legarvi e che saprete scalarla e scavarla in voi stessi.

Allora, vi rendete conto adesso da dove proviene la ricchezza dell’ acqua: le montagne captano le energie celesti che trasmettono alla terra, e la terra a sua volta ne impregna l’ acqua penetrata nelle sue profondità. L’ acqua ama molto le alte montagne , cerca di visitarle, ed esse la rimandano verso le valli. Grazie all’ amore dell’ acqua per la montagna noi comunichiamo con le vette, e quando beviamo l’ acqua o ci immergiamo in essa, possiamo assorbire la potenza che le è stata comunicata alla sorgente.  

Omraam Mikhaël Aïvanhov