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Il canto gregoriano è finalizzato a sostenere un testo liturgico in latino e solitamente è cantato a cappella senza esecuzione strumentale che ne altera anche in minima parte l’ esecuzione melodica. Nasce storicamente dall’ incontro nel VIII secolo dal canto romano antico con il canto gallicano della rinascita Carolingia. Viene eseguito come espressione liturgica e preghiera

Dal punto di vista dell’ espressione melodica , il canto gregoriano è di tipo modale e diatonico. le variazioni  cromatiche dei vari semitoni vi sono generalmente esclusi, così come le modulazioni e virtuosismi. Le diverse scale impiegate sono chiamati modi ecclesiastici, scale modali o modi antichi, in opposizione alle scale utilizzate in seguito nella musica che si è sviluppata in seguito Il suo ritmo è molto vario,  Il ritmo, che nel canto gregoriano riveste un ruolo complesso, oltrepassa le parole e la musica, sorpassando le due logiche. Nei fraseggi o sillabici, il ritmo proviene principalmente dalle parole e la melodia che diventa preponderante. Queste due componenti sono costantemente presenti. È una musica recitativa che predilige il testo in prosa, che prende origine dal testo sacro e che favorisce la meditazione e l’interiorizzazione delle parole cantate. Il canto gregoriano non è un elemento ornamentale o spettacolare che si aggiunge alla invocazione celeste di una comunità orante, ma è parte integrante ed efficace della stessa lode ordinato al servizio ed alla comprensione della Parola di Dio. È questo il significato più profondo ed intimo di questo genere musicale.

La tradizione vuole una esecuzione dei canti gregoriani di timbro maschile con eventuali presenze di voci bianche e caratterizzato dal canto a cappella senza cioè l ‘accompagnamento di strumenti musicali che ne alterino il fluire della melodia tradotta in invocazione o preghiera. Negli anni queste regole hanno subito variazioni e spesso ai nostri giorni troviamo donne soprano o coriste che veicolano queste melodie.Nel nostro caso il canto è affidato totalmente alla voce della soprano Yukari Iwasaki mentre un accompagnamento musicale che fa da ornamento, un ricamo che con descrizione crea un tappeto su cui si adagia la melodia, è sostenuto da Narayan Das. Strumenti antichi di origine indiana  come il dilrubha e l’ Harmonium si prestano alla creazione di quella magia musicale che porta l’animo dell’ascoltatore a percepire “il profumo di casa” ossia quella riconciliazione con i mondi trascendentali a cui il nostro spirito anela.Un incontro quindi tra il canto latino e le sonorità delle terre d’ oriente, crocevia di emozioni, di antichi lignaggi di saggezza, di antiche filosofie che confluiscono verso il divino, che come tanti fiumi e rivoli diversi si gettano in un unico oceano. Ispirandoci alle composizioni ed interpretazioni della santa Ildegarda, spiritualista dalla poliedrica natura artistica che ha introdotto nel canto liturgico la voce femminile e l’ accompagnamento strumentale.

La voce del soprano Iwasaki Yukari sarà accompagnata dagli strumenti del dirubha ed harmonium suonati da Narayan Das, nelle sacre melodie che esprimono la più introspettiva musica spirituale della tradizione cristiana: i canti gregoriani. Ci affideremo ai luoghi di culto come chiese, abbazzie e monasteri dove vibrare le frequenze e le antiche invocazioni di questo aspetto devozionale.