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Lo Spirito Immanente e Trascendente non è continentale, nazionale, culturale o etnico

Troppo spesso quando cerchiamo di curare il nostro aspetto devozionale e rivolgiamo il nostro sentimento verso i mondi dell’ invisibile o della trascendenza, siamo portati a soffermarci solo a ciò che riguarda la nostra cultura, tradizione e credo spirituale tramandato nel tempo dalla nostra religione. La religione è una struttura organizzativa che raccoglie un’ insieme di rituali, pratiche spirituali, nozioni etiche e conoscenze derivanti tradizionalmente dagli insegnamenti raccolti in antichi testi che racchiudono come uno scrigno, le parole, le gesta e la guida di grandi Maestri e profeti. La religione fa da tramite tra il popolo ed il divino e come un buon pastore guida il proprio gregge verso la salvezza, emancipazione interiore e redenzione. Ecco appunto, guida le pecore. Gli uomini in realtà non hanno bisogno di alcun intermediario per comunicare con il divino, essi stessi sono strutturati per avere ogni tipo di connessione sui vari livelli della trascendenza; l’unico vero problema è che questo tipo di conoscenza, giace nell’oblio e dimenticanza in ciascuno di noi e per riattivarla è necessario compiere uno sforzo interiore basato sulle linee guida lasciate e tramandate dai maestri iniziati. Essi hanno tracciato un sentiero di autorealizzazione che può innescare nell’individuo un balzo evolutivo per liberarlo dalla condizione di mammifero primordiale, dedito ai bisogni primari di sopravvivenza. Ovviamente le strutture gerarchiche di potere, hanno cercato di ostacolare in tutti modi la diffusione di questa verità, per poter tenere in pugno una moltitudine di esseri, utili ai pochi altolocati del sistema, come forza lavoro e manovalanza di basso livello e a mantenere in essere la struttura gerarchica del sistema sociale, economico, religioso e politico. Era necessaria quindi l’ignoranza delle masse e spegnere le parole di verità di filosofi e profeti, finanche a manipolare i loro scritti e insegnamenti o direttamente metterli a morte e soffocare così la loro conoscenza. Ricordiamo il Maestro Yeshua crocifisso per ordine del console romano Ponzio Pilato, manipolato da una congiura dei sacerdoti israeliti del tempo. Il rogo su cui è arso Giordano Bruno per ordine del cardinale Bellardino, o la pallottola che ha colpito l’esile corpo di Ghandiji, profeta della pace dei nostri giorni. Il monaco Tommaso Campanella o il precursore dei diritti afroamericani M.Luter King e tanti altri sono caduti nel tentativo di portare luce e risveglio interiore all’ umanità. lo stesso Yeshua aveva ammonito le folle che lo ascoltavano dicendo: ” Se vi diranno che il regno di Dio è qua o la, non ci credete; il regno di Dio è dentro di voi”. Questo significa che gli esseri possiedono a livello interiore tutto ciò che serve per il loro progresso ed evoluzione, e raggiunto questo obiettivo, come il Buddha, l’illuminato, essi si possono porre al di la del bene o del male, al di là di ogni tipo di sofferenza, vincendo la dualità e il mondo del divenire, stabilizzandosi nell’ IO SONO, il mondo dell’essere, o SAT CIT ANANDA che significa beatitudine. Ovviamente questo livello di emancipazione rende gli individui liberi dal giogo di qualunque potere coercitivo e manipolatorio, facendo così crollare ogni struttura gerarchica preposta a questo intento.

Varanasi : abluzioni in Ganga maa

“”Ogni tradizione e cultura ci appartengono” P.Anthony

Ogni cultura e tradizione che si è avvicendata sul nostro pianeta nel corso della storia, ha avuto i suoi messaggeri divini, i suoi oracoli ed asceti, che hanno dato risposte sulle origini dell’uomo e del cosmo, sulla comunicazione con i piani dell’invisibile o astrale e che hanno aiutato i loro popoli a relazionarsi con essi. Quindi nel corso dei millenni si è sviluppata una documentazione scritta, atta a celebrare le conoscenze e gli insegnamenti di questi uomini saggi ed evoluti, in modo tale da lasciare una traccia definita del percorso evolutivo da loro indicati, per aiutare un’umanità disorientata a scalare le gerarchie evolutive celesti, attraverso un grado di consapevolezza sempre maggiore. In questo modo ogni popolo che si è avvicendato nella storia della terra, ha avuto possibilità di disporre della propria tradizione filosofica, iniziatica e spirituale, custodita normalmente in antichi testi considerati sacri, che sono il riferimento del piano evolutivo e della riconnessione con l’armonia del cosmo che si rispecchia qui sulla terra, con i sani principi amorevoli dell’etica e della morale. Il faro guida e la via maestra, che indica la modalità con cui relazionarsi verso i propri simili, con il mondo invisibile degli antenati e delle gerarchie spirituali. Fra tutte le conoscenze di questa natura, probabilmente i codici dei Veda, sono gli scritti più antichi conosciuti, emanati dal popolo dei Rishi, nella regione himalayana dell’India. Una sorgente di sapere che ha prodotto molti rivoli e molte branche di conoscenza, affinate nel tempo da uomini saggi che si sono succeduti. Ecco allora altri testi storici come il Mahabharata, in cui sono raccolti scritti come le Upanishad e la Bhagavad gita seguiti cronologicamente dal Ramayana e dal canone buddistico del Dharma, che hanno originato nella storia, un filo conduttore della conoscenza spirituale. Grandi tradizioni, che si sono diffuse ad oriente sotto l’impulso e l’insegnamento di maestri iniziati come Siddharta o Babaji, coinvolgendo territori come Tibet, India, Nepal, Thailandia, tutta la cultura Kmer e la Cina. Queste conoscenze hanno subito nel tempo contaminazioni culturali e filosofiche, trasformandosi e aggiornandosi a nuovi canoni e modalità, secondo i tempi. La Cina quindi, ha offerto al mondo la propria tradizione antica attraverso il Taosimo, i saggi maestri come Confucio e Lao Tsè, i testi come i King e la discendenza della scuola delle arti marziali come kung fu e il tai chi, i cui movimenti che seguono l’energia eterica e filosoficamente discendono dalla antica scuola del buddismo. Lo Shintuismo giapponese, legato ai codici della natura e degli elementi e più a occidente la Persia, con la sua storia millenaria, rappresentata dal profeta Zaratustra e dal sacro testo dell’ Avestà, dove il profeta è un inviato diretto dal Dio Creatore del sommo bene Ahura Mazda, per liberare il mondo dall’ ignoranza e dall’oppressione del male. Anche in questo caso, come nell’avvento del messia di Nazaret a Betlemme, la nascita sulla terra di questo messaggero celeste, è accompagnata da prodigi e aspetti soprannaturali e da una rivelazione diretta della volontà divina. Molti cristiani arrogano il pensare che solo la loro, sia l’unica religione “rivelata”; l’unica vera via di redenzione dell’uomo per arrivare al divino, dimenticando che anche altre comunità hanno lo stesso pensiero riguardo al loro culto. Come sempre, l’aspetto egoico, egocentrico e separativo, porta una comunità a credere di essere l’unica a detenere i valori di una verità assoluta. In realtà tutte le tradizioni spirituali citate, sono state rivelate da grandi profeti in connessione diretta con i mondi trascendenti del creato e gli aspetti più elevati della divinità, ciò non implica essere ne in competizione ne in contraddizione tra loro, ma portare la conoscenza agli uomini in base alla cultura e tradizioni di tempi e luoghi diversi. Voglio ancora ricordare la tradizione animista dell’africa estesa anche nell’America latina con l’importazione della schiavitù; lo sciamanesimo diffuso dai nativi americani dal Colorado fino alle regioni dell’Alaska e Siberia. Il culto dei popoli Maya, Atzechi ,Egizi che con le loro mirabili costruzioni e architetture, ci mostrano una conoscenza antica di leggi matematiche e meccaniche, un grado di emancipazione spirituale e sviluppo tecnologico difficile per noi da comprendere. Arriviamo dunque alle terre di Palestina, Giudea, Samaria dove ben tre filoni devozionali si sono sviluppati nei secoli, assumendo identità indipendenti e molto spesso in conflitto tra loro. Ebraismo, Cristianesimo e Islam attraverso i loro profeti, hanno avuto origine praticamente nello stesso territorio. Il popolo di Abramo e la fuga dalla schiavitù in terra di Egitto, l’arrivo alla terra promessa, per finire molto tempo dopo sotto il giogo dell’impero romano ed ecco allora l’avvento del Messia profetizzato dalle scritture ed atteso dal popolo ebraico. Il condottiero liberatore in realtà è Yeshua, il pacifico Maestro di Nazaret, che parlando di amore non libera dall’oppressione di un esercito, ma dai demoni e peccati interiori, che ogni individuo si porta dentro. Egli ha proposto così un nuovo regno, creato sulle leggi dell’amore e fratellanza ma come dice il vangelo di Giovanni: “il buio lui non comprese”. Per questo non fu riconosciuto come Messia dai religiosi ebraici e fu invece condannato e mandato a morire con una sentenza di un tribunale romano. In questo punto avviene la scissione tra il popolo di Abramo ed i nuovi seguaci del Kristo di origine ebrea, che attraverso la loro predicazione della vita del Maestro e dei suoi insegnamenti, diffondono la buona novella del regno dei cieli, in tutte le terre conosciute, approdando a Roma, capitale dell’impero.

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