Chiara e Francesco: da Assisi con Amore

Nel periodo medievale dei primi anni del 1200, irrompe nel clima cupo del potere feudale ed ecclesiastico, una figura splendente, rivoluzionaria, che sovverte le regole del tempo ed apre una nuova via di redenzione interiore. Il rischio è alto, perchè sono ancora gli anni dell’inquisizione, delle crociate e la Chiesa in quel periodo, estende il proprio dominio più con la spada che con il Verbo del Cristo, con le lame piuttosto che con la predicazione. Questo nuovo messaggero no: il ricco commerciante di Assisi, baratta ogni cosa e si fa piccolo, libero da ogni proprietà materiale apre un varco verso il cielo, ridando voce al vangelo, gridando nelle strade e nelle piazze le parabole del Maestro di Nazareth, rimanendo ultimo in mezzo agli ultimi, ai malati, ai sofferenti . Egli cambia le coscienze, infervora gli animi e genera un grande seguito che dilaga come un’onda di devozione spirituale. Tutto questo non passa inosservato: pur portando nuova linfa al potere ecclesiastico, rimane una figura controversa e scomoda che deve essere ridimensionata, la sua memoria cristallizzata entro confini canonici che non porti risveglio ed emancipazione interiore ai popoli. Per questo motivo cercheremo di fare luce sulle biografie ufficiali, mutilate, censurate e represse. Francesco deve continuare a parlarci del regno dei cieli, così come lui lo ha scoperto, attraverso gli insegnamenti del Maestro Yeshua e dell’Amore che tutto pervade nella madre terra, nei frutti, prati e fiori.

frate minores

Francesco irrompe nel dogmatismo religioso medievale, con grande fervore devozionale al punto di rischiare l’inquisizione. Il suo anelito verso il cielo a completa imitazione del Cristo è cosi audace e spinto da un fuoco che divampa ed accende le anime di moltitudini di genti, da non considerare i rischi delle sue predicazioni e delle parole urlate nelle piazze e nelle strade dei borghi feudali del tempo. Una vera rivoluzione spirituale, un nuovo modo di concepire il divino, che richiama il misticismo di oriente, dove il concetto di Dio Padre non è una espressione confinata in qualche regione remota dello spazio come manifestazione fisica simile all’uomo, ma spirito immanente che permea ogni cellula del creato. Così nasce il “Cantico delle Creature”, dove il Frate di Assisi invoca il Creatore in ogni filo d’erba, in ogni fiore, nei prati ,nei frutti, nel fuoco, nel vento, ricollocando concettualmente l’energia cosmica primaria, nella trascendenza in connessione con ogni spirito individualizzato nella materia. Ricordo la metafora usata del Maestro indiano P.Yogananda, che considera il PadreCreatore come un vasto oceano, in cui si increspano e prendono vita per un breve periodo innumerevoli onde, che sono le creature. Quindi l’onda per quanto non riesca a rendersene conto è immersa, totalmente parte e permeata dall’oceano, così come lo è ogni manifestazione transitoria sul piano materiale. Oltre a ciò, la vita di Francesco, soprattutto nella sua fase iniziale della conversione e risveglio spirituale, è molto simile a quella di Siddharta, grande profeta dell’India vissuto millenni prima, che da principe diviene rinunciante e mendicante, per poi trovare la via della trascendenza ed essere l’Illuminato, il Buddha. Da non sottovalutare il legame del Santo con l’ordine cavalleresco dei templari, nutrito fin dall’infanzia con la lettura delle imprese e delle epopee romantiche tra spade e nobili dame, nei racconti e libri di madre Pica, che era in realtà di discendenza provenzale, terra d’oltralpe in cui nobiltà e codici d’onore, erano l’imprinting per i cavalieri del tempo.

Tutto questo sarà argomento e proposta nelle conferenze che sto realizzando nei vari centri filosofici e culturali in cui sono ospite, sull’argomento di questo incredibile personaggio: Francesco di Assisi, che volendo farsi ultimo tra gli ultimi, è divenuto protagonista della storia della nostra cultura, religione, tradizione e a distanza di 800 anni, ancora è motivo di dibattito, celebrazione, devozione ed esempio.

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